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Rassegna Stampa - Pagina 1

 


Venerdì 22 Ottobre 1999

Nelle Hawaii miracolose piante curative

dal nostro corrispondente ANNA GUAITA
NEW YORK - DOPO aver riscoperto l'arte, la musica, la storia e le tradizioni dei popoli indigeni, il multiculturalismo ne sta anche riscoprendo l'arte medica. Perfino le grandi istituzioni mondiali della salute riconoscono che nelle usanze di popoli che una volta venivano liquidati come "primitivi" si può trovare grande saggezza. Nonché un'interessante fonte di guadagno. Tanto interessante, alle volte, da surclassare ogni altra industria locale. Alle isole Hawaii ad esempio si sta discutendo se non sia il caso di ridurre le estese coltivazioni di ananas per fare più spazio al kava e al Noni, due piante che da secoli fanno parte dell'armadietto dei medicinali delle famiglie locali, e che recentemente sono diventate di moda presso i seguaci della medicina naturale del mondo occidentale.
Al momento le due piante sono coltivate solamente in piccoli appezzamenti delle isole meno turistizzate dell'arcipelago. In un certo senso, gli hawaiiani le hanno volute proteggere dall'ipersfruttamento. Ma da quando i benefici del kava e del noni sono stati scoperti negli Stati Uniti, alcune isole della Polinesia si sono lanciate a produrle in massa. Questo ha fatto infuocare l'orgoglio degli hawaiiani, secondo i quali il terreno vulcanico delle loro isole garantisce una qualità assolutamente superiore delle due piante, niente a che vedere con quelle che vengono coltivate nei vicini arcipelaghi delle Figi e delle Vanuatu.
Sia il kava, che in hawaiiano si chiama 'awa, sia il Noni sono piante amate dalle popolazione delle isole, e spesso sono presenti nelle leggende locali. Si favoleggia ad esempio che il semidio Maui, che ha dato il nome alla seconda delle isole hawaiiane, si curò dei suoi dolori reumatici con caldi impacchi del frutto del noni. Per capire il peso di questo mito, bisogna ricordare che il dio Maui è indicato come colui che conquistò per le Hawaii il sole perenne, cioè la vita. Tanto è potente il noni, tanto strepitose sono le sue proprietà curative, che persino un dio così "influente" lo usò con ottimi risultati.
Il cespuglio del noni, il cui nome scientifico è Morinda citrifolia, è noto presso gli occidentali come "gelso delle Hawaii" per il suo frutto dolce e bitorzoluto che sembra una via di mezzo fra un gelso e una mora. Anticamente il frutto veniva impastato e applicato sul corpo per curare dolori ossei e infezioni della pelle, oppure veniva cotto e ingerito per far passare disturbi di stomaco. Il suo potere antinfiammatorio è stato provato anche nei più avanzati laboratori scientifici degli Stati Uniti, dove il noni viene comunemente soprannominato "l'aspirina hawaiiana". Oggi però lo si può comprare in Internet, sotto forma di polvere, in bustine che assomigliano a quelle del tè.
Il kava non è da meno. Cespuglio verdissimo cugino della pianta del pepe, è noto in farmacologia con il nome latino di Piper Mathysticum. Sin dalle più remote antichità gli sciamani delle Hawaii ne conoscevano il delicato effetto rilassante, che lo rende simile a una versione leggera dei moderni ansiolitici. Tutte le mamme delle isole lo hanno usato quando i bambini erano ammalati e irrequieti. Mescolato al latte di cocco veniva offerto dalle mogli ai mariti che avevano passato intere giornate a pescare o a lavorare nei campi.

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