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NONI (Morinda citrifolia L.)
Famiglia:
Rubiaceae
Droga:
Frutto (succo)
Costituenti Principali:
alcaloide (proxeronina), vitamine (vitamina C,
tiamina, riboflavina, niacina, beta-carotene),
minerali (potassio, sodio, magnesio, ferro,
calcio, fosforo, selenio), zuccheri (saccarosio),
proteine e amminoacidi, acidi volatili e alcoli
Attività Principali:
antibatterico, antivirale, anticongestionante,
antinfiammatorio, antiossidante, remineralizzante
e rivitaminizzante, astringente, emolliente,
analgesico, tranquillizzante, epatoprotettore,
lassativo.
Impiego Terapeutico:
Infezioni da Pseudomonas aeruginosa,
Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis,
Escherichia coli, Salmonella, malattie da
raffreddamento e febbre, allergie, mal di testa,
dolori articolari, dolori muscolari, disturbi
circolatori, invecchiamento, protezione
cardiovascolare, affaticamento epatico, difficoltà
digestive
Attività Farmacologica:
Noni, il cui nome scientifico è Morinda Citrifolia, è una pianta della tradizione
Hawaiana, i cui usi sono molto antichi. E´
ritenuta dalle popolazioni del Sud Pacifico la
madre di tutte le piante e per oltre 2000 anni i
Polinesiani hanno utilizzato il suo succo per
nutrirsi e per creare rimedi efficaci contro
malattie. Per il suo potere fitoterapico e per il
valore nutrizionale del suo frutto era considerata
addirittura una pianta sacra dagli sciamani. Il
frutto del Noni è stato riconosciuto per secoli
come un eccellente alimento, come ricostituente e
utile nei periodi di carestia. Le foglie del Noni
per la loro resistenza e l'elasticità erano usate
come involucro per la cottura del pesce. I
guaritori Hawaiani generalmente preparavano tonici
a base di Noni per curare il diabete, le punture,
ustioni ed avvelenamenti, nonché come purgante. La
scoperta ´occidentale´ del Noni avvenne
casualmente e estremamente di recente grazie ad un
medico che portò uno di questi frutti negli Stati
Uniti e che raccontò le numerose leggende
polinesiane tessute attorno a questa fonte di
'eterna giovinezza´. Nonostante l´iniziale
scetticismo per questo succo dal sapore non troppo
gradevole, i benefici e il miglioramento dello
stato di salute generale dell'organismo già dopo
brevi periodi di trattamento rese il Noni
estremamente famoso. La popolarità del Noni si
fonda sulla singolare ricchezza di fitonutrienti,
antiossidanti, minerali e vitamine del suo frutto.
Ad oggi il Noni è usato dai medici Hawaiani e
delle isole Samoa per i dolori gastrointestinali
(specialmente la diarrea infantile, la stitichezza
ed i parassiti intestinali), indigestione,
infiammazione cutanea, infezioni, afte, febbre,
contusioni e distorsioni. Le proprietà benefiche
attribuite dalla tradizione al Noni sono state poi
scientificamente studiate mettendo in evidenza
altre interessanti potenzialità terapeutiche. Il
suo fitocomplesso è infatti caratterizzato da
numerosi composti. Il Noni contiene vitamine,
minerali, enzimi, oligoelementi, steroli e tutti
gli amminoacidi. Mostra inoltre una notevole
concentrazione di composti terpeni e i frutti sono
un'ottima fonte di vitamina C e selenio. Ma più
importante è che contiene un principio attivo, un
alcaloide, utile alla produzione di un enzima, la
xeronina, prodotta fisiologicamente dal nostro
organismo, ma la cui produzione diminuisce con
l'età o a seguito di traumi, malattie e stress. La
xeronina è fondamentale nei processi di sintesi
delle proteine, del metabolismo in generale e del
turnover cellulare; è dotata di attività
stimolatoria sul rilascio di endorfine e
conseguentemente in grado di conferire una
sensazione di benessere. Il componente attivo più
importante identificato del fitocomplesso del
frutto fresco del Noni è quindi questo alcaloide
´proxeronina´, ritenuto essere il principale
responsabile delle proprietà fitoterapiche del
Noni. Il succo di Noni contiene 800 volte tanto la
quantità di proxeronina contenuta nell'ananas (la
seconda fonte naturale di questa sostanza).
L'assunzione di preparati di Noni normalizzerebbe
le strutture proteiche e le funzioni ad essere
legate e migliorerebbe l'assorbimento di
nutrienti. Esiste inoltre vasta documentazione
sull' attività antinfiammatoria del frutto di
Noni, noto infatti anche come l'albero
antidolorifico. Oltre alle ben note proprietà
antibatteriche sono quindi attribuite al Noni
proprietà antinfiammatorie, analgesiche e
tranquillizzanti, legate ad una stimolazione a
livello centrale della produzione di melatonina. A
ciò si aggiungono, scoperte recentissimamente,
capacità immunostimolanti spiegate dalla presenza
di un complesso di sostanze di natura
polisaccaridica contenute nel frutto maturo. Tali
sostanze sembrerebbero avere un´ attività
immunomodulatoria dovuta alla stimolazione nella
produzione di T-cellule e macrofagi. Occorrono
comunque ulteriori studi ed approfondimenti. Il
meccanismo d'azione rimane sconosciuto. Il Noni è
ritenuta una pianta sicura e ben tollerata, il cui
consumo è stato approvato recentemente e
ufficialmente a livello europeo. Gli studi
farmacologici non riportano tossicità, non sono
riportati effetti collaterali significativi e non
sono note controindicazioni particolari, eccetto
per l'ipersensibilità individuale. Gli estratti di
Noni dovrebbero essere somministrati a stomaco
vuoto prima dei pasti: il processo di digestione
potrebbe interferire con l'attività dei composti
alcaloidi inattivandoli. Non usare in gravidanza
ed allattamento.
Aspetti botanici:
Il Noni è cespuglio o arbusto sempreverde può
crescere fino ad altezze da 4-6 metri a 10 metri,
considerata nativa nell'area dell'Asia
sud-orientale, in particolare della Polinesia, poi
diffusa in India e in alcune zone dell'Australia e
Malaysia, fino alle Hawaii, trasportata nei secoli
dai viaggiatori sulle canoe. Oggi cresce in molte
regioni del pacifico, India e Sud America.
Generalmente la pianta del Noni si trova vicino
alla lava vulcanica. Ha rami ruvidi e rigidi che
generano foglie scure, ovali e lucenti. Il legno
dell'albero Morinda è rinomato per la sua durezza,
per la resistenza al sale e per la venatura molto
particolare. La pianta fiorisce più volte all'anno
producendo piccoli fiori a cinque petali bianchi e
profumati a forma di grappolo, che producono un
frutto dal colore bianco-crema. Questo frutto è
carnoso e gelatinoso quando maturo. La polpa del
frutto è tipicamente aspra e quando raggiunge la
piena maturazione produce un caratteristico odore.
Il Noni racchiude semi che galleggiano per mesi in
acqua. Il suo succo ha il sapore di un formaggio
troppo stagionato e odore sgradevole che diffonde
nell'aria. La grande vitalità della pianta
permette fino a dodici raccolti l'anno; e di
solito questa iperproduzione di frutti causa il
loro abbandono fino a marcire. Si utilizzano tutte
le parti della pianta: frutti, fiori, foglie,
radici, fusto, ma di particolare interesse
fitoterapico è il frutto. Il frutto, una volta
maturato, non è gradevole per il suo forte odore e
gusto, anche vomitevole. Recentissimamente si è
scoperto un processo di disidratazione del frutto
che permette di renderlo una polvere quasi inodore
ed insapore. Dal frutto si ottengono quindi le
polveri e gli estratti concentrati del succo,
eventualmente ricostituibile in acqua, a scopo
fitoterapico. Per la formulazione del Noni in
integratori alimentari è preferibile l'utilizzo
delle polveri ottenute dal frutto semi-maturo,
verde chiaro piuttosto che da quello maturo,
biancastro.
Forme farmaceutiche e posologia:
Succo: 30 ml / 2 volte al giorno, 30 minuti prima
dei pasti
E.S.: 250 mg estratto / 2 cps al giorno, 30 minuti prima dei
pasti |