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E' Indicato per il Diabete?
Si. Sebbene si debba tener conto della presenza dei carboidrati, è ottimo per alleviarne i sintomi.

Questa raccolta non ha funzione prescrittiva o diagnostica ma è solamente una guida informativa. Queste affermazioni non sono state verificate dal ministero della salute. Per qualsiasi problema di carattere medico consulta il tuo medico curante.

 

 
Rassegna Stampa - Pagina 11
 

                             Da   "Farmanetwork'"  DEL 27 Maggio 2006
 

        

 

NONI (Morinda citrifolia L.)

Famiglia: Rubiaceae

Droga: Frutto (succo)

Costituenti Principali:
alcaloide (proxeronina), vitamine (vitamina C, tiamina, riboflavina, niacina, beta-carotene), minerali (potassio, sodio, magnesio, ferro, calcio, fosforo, selenio), zuccheri (saccarosio), proteine e amminoacidi, acidi volatili e alcoli

Attività Principali:
antibatterico, antivirale, anticongestionante, antinfiammatorio, antiossidante, remineralizzante e rivitaminizzante, astringente, emolliente, analgesico, tranquillizzante, epatoprotettore, lassativo.

Impiego Terapeutico:
Infezioni da Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus, Bacillus subtilis, Escherichia coli, Salmonella, malattie da raffreddamento e febbre, allergie, mal di testa, dolori articolari, dolori muscolari, disturbi circolatori, invecchiamento, protezione cardiovascolare, affaticamento epatico, difficoltà digestive

Attività Farmacologica:
Noni, il cui nome scientifico è Morinda Citrifolia, è una pianta della tradizione Hawaiana, i cui usi sono molto antichi. E´ ritenuta dalle popolazioni del Sud Pacifico la madre di tutte le piante e per oltre 2000 anni i Polinesiani hanno utilizzato il suo succo per nutrirsi e per creare rimedi efficaci contro malattie. Per il suo potere fitoterapico e per il valore nutrizionale del suo frutto era considerata addirittura una pianta sacra dagli sciamani. Il frutto del Noni è stato riconosciuto per secoli come un eccellente alimento, come ricostituente e utile nei periodi di carestia. Le foglie del Noni per la loro resistenza e l'elasticità erano usate come involucro per la cottura del pesce. I guaritori Hawaiani generalmente preparavano tonici a base di Noni per curare il diabete, le punture, ustioni ed avvelenamenti, nonché come purgante. La scoperta ´occidentale´ del Noni avvenne casualmente e estremamente di recente grazie ad un medico che portò uno di questi frutti negli Stati Uniti e che raccontò le numerose leggende polinesiane tessute attorno a questa fonte di 'eterna giovinezza´. Nonostante l´iniziale scetticismo per questo succo dal sapore non troppo gradevole, i benefici e il miglioramento dello stato di salute generale dell'organismo già dopo brevi periodi di trattamento rese il Noni estremamente famoso. La popolarità del Noni si fonda sulla singolare ricchezza di fitonutrienti, antiossidanti, minerali e vitamine del suo frutto. Ad oggi il Noni è usato dai medici Hawaiani e delle isole Samoa per i dolori gastrointestinali (specialmente la diarrea infantile, la stitichezza ed i parassiti intestinali), indigestione, infiammazione cutanea, infezioni, afte, febbre, contusioni e distorsioni. Le proprietà benefiche attribuite dalla tradizione al Noni sono state poi scientificamente studiate mettendo in evidenza altre interessanti potenzialità terapeutiche. Il suo fitocomplesso è infatti caratterizzato da numerosi composti. Il Noni contiene vitamine, minerali, enzimi, oligoelementi, steroli e tutti gli amminoacidi. Mostra inoltre una notevole concentrazione di composti terpeni e i frutti sono un'ottima fonte di vitamina C e selenio. Ma più importante è che contiene un principio attivo, un alcaloide, utile alla produzione di un enzima, la xeronina, prodotta fisiologicamente dal nostro organismo, ma la cui produzione diminuisce con l'età o a seguito di traumi, malattie e stress. La xeronina è fondamentale nei processi di sintesi delle proteine, del metabolismo in generale e del turnover cellulare; è dotata di attività stimolatoria sul rilascio di endorfine e conseguentemente in grado di conferire una sensazione di benessere. Il componente attivo più importante identificato del fitocomplesso del frutto fresco del Noni è quindi questo alcaloide ´proxeronina´, ritenuto essere il principale responsabile delle proprietà fitoterapiche del Noni. Il succo di Noni contiene 800 volte tanto la quantità di proxeronina contenuta nell'ananas (la seconda fonte naturale di questa sostanza). L'assunzione di preparati di Noni normalizzerebbe le strutture proteiche e le funzioni ad essere legate e migliorerebbe l'assorbimento di nutrienti. Esiste inoltre vasta documentazione sull' attività antinfiammatoria del frutto di Noni, noto infatti anche come l'albero antidolorifico. Oltre alle ben note proprietà antibatteriche sono quindi attribuite al Noni proprietà antinfiammatorie, analgesiche e tranquillizzanti, legate ad una stimolazione a livello centrale della produzione di melatonina. A ciò si aggiungono, scoperte recentissimamente, capacità immunostimolanti spiegate dalla presenza di un complesso di sostanze di natura polisaccaridica contenute nel frutto maturo. Tali sostanze sembrerebbero avere un´ attività immunomodulatoria dovuta alla stimolazione nella produzione di T-cellule e macrofagi. Occorrono comunque ulteriori studi ed approfondimenti. Il meccanismo d'azione rimane sconosciuto. Il Noni è ritenuta una pianta sicura e ben tollerata, il cui consumo è stato approvato recentemente e ufficialmente a livello europeo. Gli studi farmacologici non riportano tossicità, non sono riportati effetti collaterali significativi e non sono note controindicazioni particolari, eccetto per l'ipersensibilità individuale. Gli estratti di Noni dovrebbero essere somministrati a stomaco vuoto prima dei pasti: il processo di digestione potrebbe interferire con l'attività dei composti alcaloidi inattivandoli. Non usare in gravidanza ed allattamento.

Aspetti botanici:
Il Noni è cespuglio o arbusto sempreverde può crescere fino ad altezze da 4-6 metri a 10 metri, considerata nativa nell'area dell'Asia sud-orientale, in particolare della Polinesia, poi diffusa in India e in alcune zone dell'Australia e Malaysia, fino alle Hawaii, trasportata nei secoli dai viaggiatori sulle canoe. Oggi cresce in molte regioni del pacifico, India e Sud America. Generalmente la pianta del Noni si trova vicino alla lava vulcanica. Ha rami ruvidi e rigidi che generano foglie scure, ovali e lucenti. Il legno dell'albero Morinda è rinomato per la sua durezza, per la resistenza al sale e per la venatura molto particolare. La pianta fiorisce più volte all'anno producendo piccoli fiori a cinque petali bianchi e profumati a forma di grappolo, che producono un frutto dal colore bianco-crema. Questo frutto è carnoso e gelatinoso quando maturo. La polpa del frutto è tipicamente aspra e quando raggiunge la piena maturazione produce un caratteristico odore. Il Noni racchiude semi che galleggiano per mesi in acqua. Il suo succo ha il sapore di un formaggio troppo stagionato e odore sgradevole che diffonde nell'aria. La grande vitalità della pianta permette fino a dodici raccolti l'anno; e di solito questa iperproduzione di frutti causa il loro abbandono fino a marcire. Si utilizzano tutte le parti della pianta: frutti, fiori, foglie, radici, fusto, ma di particolare interesse fitoterapico è il frutto. Il frutto, una volta maturato, non è gradevole per il suo forte odore e gusto, anche vomitevole. Recentissimamente si è scoperto un processo di disidratazione del frutto che permette di renderlo una polvere quasi inodore ed insapore. Dal frutto si ottengono quindi le polveri e gli estratti concentrati del succo, eventualmente ricostituibile in acqua, a scopo fitoterapico. Per la formulazione del Noni in integratori alimentari è preferibile l'utilizzo delle polveri ottenute dal frutto semi-maturo, verde chiaro piuttosto che da quello maturo, biancastro.

Forme farmaceutiche e posologia:
Succo: 30 ml / 2 volte al giorno, 30 minuti prima dei pasti
E.S.: 250 mg estratto / 2 cps al giorno, 30 minuti prima dei pasti

 

 
 
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